Oggi sono stata a un funerale e ho pensato a tante cose. All’inizio in realtà mi sono detta: ecco questa volta ascolto tutta la messa, dalle letture alla predica, è da tanto che non ci vado, ora mi siedo comoda e ascolto. Ecco ho pensato così ma poi credo a quattro minuti dall’inizio ero già che pensavo ad altre cose. Non ho capito perché la messa deve essere così noiosa, forse è quel velato eco creato dagli altoparlanti e i muri della chiesa. Certamente non sono stati studiati per questa amplificazione. L’eco rende tutto dannatamente soporifero e stancante, sembra che ogni parola sia pesante e i marmi attorno non esitano a ricordartelo. E poi c’è il tono del prete ma cavoli, anche lui come pretende che uno ti ascolti se non alzi mai la voce, se non dici la tua, qualche volta. Che poi lo so che dovrebbe dire la sua nella predica ma questa volta il prete ha letto la predica. Tipo compitino per casa, se l’è scritto e l’ha letto, tutto con lo stesso tono. E va bene così, però dico io, se avesse semplicemente parlato il messaggio sarebbe stato piu’ chiaro e meno metallico, meno monotono, meno stancante. Tutto è iniziato così: ” Siamo qui riuniti fratelli e sorelle a celebrare il sacrificio della …” morte mi sono detta io. E lui invece ha detto: “siamo qua fratelli e sorelle a celebrare il sacrificio della salvezza” Cavoli, spiazzata. Si vede che lui vede il bicchiere mezzo pieno.
